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Immagini satellitari per la salvaguardia dei laghi

All’interno del progetto SIMILE, la qualità delle acque viene monitorata anche attraverso l'analisi di immagini ottiche e termiche acquisite da sensori satellitari, così da poter disporre di una visione sinottica dei laghi con una elevata frequenza temporale.

Il sistema di monitoraggio realizzato per il progetto utilizza le immagini acquisite dai sensori multispettrali di ultima generazione OLCI e OLI installati sui satelliti Sentinel-3A/B dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e Landsat-8 dell’Agenzia Spaziale Americana (NASA). Le immagini sono disponibili gratuitamente e, elaborate in maniera adeguata, permettono di ottenere mappe dei parametri otticamente attivi presenti nello strato eufotico delle acque. Le mappe di clorofilla, dei solidi sospesi totali e della temperatura superficiale ottenute dai dati satellitari, disponibili a partire da gennaio 2019, hanno quindi permesso di descrivere l’evoluzione temporale di questi parametri e la loro distribuzione sull’intera superficie dei laghi.

Le concentrazioni di clorofilla hanno mostrato il buono stato delle acque, evidenziando alcune differenze locali: ad esempio, mentre nel lago di Como si sono verificate concentrazioni maggiori a fine estate e in autunno, per il lago Maggiore i valori più elevati sono stati registrati a fine autunno e in inverno. Il monitoraggio satellitare ha permesso inoltre di descrivere la variabilità a piccola scala delle concentrazioni di solidi sospesi totali, la cui presenza si è rilevata più alta vicino al fiume Adda, uno dei principali immissari del lago di Como.

Le mappe di temperatura hanno permesso di valutare differenze fino a due o tre gradi tra zone diverse dei laghi, ovvero tra le acque di centro lago, quelle costiere e le zone di immissione dei fiumi, generalmente più fredde rispetto alle acque lacustri nei mesi primaverili, permettendo di definire gli areali d’immissione fluviale nelle acque dei laghi.

Le immagini del sensore MSI presente sui satelliti Sentinel-2A/B dell’ESA, caratterizzate da una maggiore risoluzione spaziale (10 metri), sono state utilizzate per monitorare fenomeni occasionali di fioritura fitoplanctonica o per indagare la presenza di anomalie riscontrate sulla superficie dell’acqua. Le mappe prodotte hanno così permesso di perimetrare l’estensione di un fenomeno di schiume superficiali che si è verificato a settembre 2019 sul lago Maggiore e la presenza di una fioritura di cianobatteri nel lago di Lugano tra la fine del 2019 e le prime settimane di gennaio 2020.