Sei in home progetti MAIN10ANCE

I Sacri Monti: patrimonio comune di valori, laboratorio per la conservazione sostenibile ed una migliore fruibilità turistica dei beni culturali

Tradizione e innovazione non rappresentano solo i due estremi di un concetto ideologico, ma sono due modi di guardare il mondo, di rapportarsi ai prodotti culturali realizzati dall’uomo grazie al suo ingegno. Tradizione e innovazione riguardano in primo piano il principale prodotto umano: la cultura.

E’ da questo assunto che nasce il progetto di cooperazione transfrontaliera: "I Sacri Monti: patrimonio comune di valori, laboratorio per la conservazione sostenibile ed una migliore fruibilità turistica dei beni culturali" (acronimo MAIN10ANCE). Un progetto che riporta l’attenzione verso il sapere costruttivo tradizionale e l’impiego di materiali e maestranze locali analizzando e riscoprendo i complessi monumentali, realizzati a cavallo tra il XVI e XVIII secolo.

Il progetto di cooperazione mira a mettere a punto un metodo di lavoro e strumenti operativi in grado di guidare le committenze, gli enti di gestione, di controllo e i professionisti a sviluppare un piano di conservazione programmata del patrimonio culturale improntato sui princìpi della sostenibilità, con una visione a lungo termine degli interventi previsti e ottimizzando le risorse disponibili; inoltre, nell'ambito del progetto saranno avviati alcuni cantieri sperimentali dove diagnostica avanzata, soluzioni tecniche innovative e tradizione saranno coniugati in buone pratiche per la manutenzione.

Infine il partenariato analizzerà il fatto che i Sacri Monti, attraverso le rappresentazioni in essi contenute, riuscirono a porre la comunità locale al centro del modello comunicativo non solo catturandola figurativamente ma coinvolgendola. Un effetto del passato che oggi si è perso e che ci si interroga su come riattivare, proponendo metodi e strumenti in un’ottica di valorizzazione di contesto anche per una maggior fruibilità turistica.

Il progetto di cooperazione coordinato dai due capofila Università del Piemonte Orientale (IT) e Scuola Universitaria della Svizzera Italiana (CH), vanta il supporto italiano dei partner: Ente di Gestione dei Sacri Monti, Politecnico di Torino, Centro per la Conservazione e il Restauro della Venaria Reale, Regione Piemonte e Confartigianato Imprese Piemonte Orientale; sul versante svizzero del Canton Ticino: Ufficio dei Beni Cultuali e Dipartimento della Logistica del Cantone Ticino.

MAIN10ANCE è dunque un ambizioso e alquanto articolato progetto culturale di promozione, ricerca, formazione e informazione, attraverso il quale - il partenariato ne è convinto - rileggendo il passato con nuovi occhi è possibile innovare, perché dai luoghi simbolo della tradizione giungono a noi preziosi insegnamenti che attendono di essere colti e sviluppati. E’ giunta l’ora di ri-imparare a innovare!

durata progetto


36 mesi

data inizio


29. 05. 2019

data fine


28. 05. 2022

ASSE 2 - VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO NATURALE E CULTURALE


Obiettivo specifico 2.2 - Maggiore attrattività dei territori caratterizzati da risorse ambientali e culturali con specificità comuni


A) Sviluppo di iniziative per la conoscenza, conservazione, gestione e valorizzazione sostenibile del patrimonio naturale e culturale (materiale e immateriale).

Gli enti di gestione, di controlllo e di valorizzazione per i beni culturali, associazioni di categoria del settore turistico, di protezione ambientale, promozione del territorio e conservazione delle tradizioni locali, ordini professionali che operano nei settori del progetto e i professionisti, le imprese e gli artigiani (in particolare le giovani generazioni) che operano nel settore della conservazione e manutenzione di beni artistico-architettonici e del costruito tipico locale, o impegnati nella

valorizzazione delle risorse del territorio e interessati ad accrescere le proprie conoscenze e competenze. Ricercatori operativi nelle università partner e più in generale in quelle dell’Area di Programma, interessati ai temi della conservazione intesa come un insieme di azioni coordinate sul patrimonio culturale, slegate dalla logica dell’intervento puntuale eseguito sulla base di singole emergenze o di finanziamenti dedicati ma teso a sviluppare una cultura della cura e della pianificazione per la tutela e la valorizzazione del patrimonio, nonché persone che svolgono tali attività in enti e istituzioni di ricerca a titolo profesionale o per accrescimento personale. Studenti delle università partner e più in generale dell’Area di Programma, in particolare dei corsi di studio attinenti le discipline trattate nel progetto o ad esse correlate. Le comunità locali dei territori transfrontalieri interessati dalle azioni di progetto, docenti e insegnanti, pubblico generico, turisti occasionali e frequentatori abituali delle zone ad alto valore culturale, naturalistico e ambientale, associazioni locali legate al territorio, in quanto il progetto mira alla valorizzazione sostenibile delle risorse ambientali e culturali mediante l’uso efficiente delle risorse, con l’effetto di accrescere l’attrattività dell’area.


I principali stakeholder sono già tutti membri del partenariato: dall’Ente di Gestione dei Sacri Monti agli istituti di ricerca (Politecnico ed Università, SUPSI, Centro per la Conservazione e il Restauro dei Beni Culturali "La Venaria Reale") ai rappresentanti delle attività artigianali locali, alle autorità pubbliche (Regione Piemonte, Ufficio Beni culturali e Servizio Logistica del Canton Ticino ed i rappresentanti dei vari comuni che siedono nell’organo direttivo dell’Ente di Gestione dei Sacri Monti). I partner rappresentati nel consorzio costituiscono quindi stakeholder chiave e rappresentativi dell’area del programma e la loro unione e complementarietà risulta fondamentale per garantire solide basi nella fase di studio e implementazione del progetto, nonché nella disseminazione dei risultati conseguiti e nella promozione della loro replicabilità. Un importante stakeholder che sarà coinvolto nel progetto è la Consulta Regionale per i Beni Culturali Ecclesiastici. Nel caso fossero individuati altri stakeholder, MAIN10ANCE faciliterà la partecipazione attiva e il loro coinvolgimento attraverso l'organizzazione di riunioni periodiche per promuovere il processo di condivisione e discutere di diverse soluzioni di tutela e valorizzazione dei beni culturali e la loro fattibilità nel contesto transfrontaliero.


Università del Piemonte Orientale / Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana / Regione Piemonte / Ente di Gestione dei Sacri Monti / Politecnico di Torino / Centro per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali "La Venaria Reale" / CONFARTIGIANATO IMPRESE PIEMONTE ORIENTALE / Ufficio beni culturali / Cantone Ticino


Cio che differenzia i Sacri Monti piemontesi istituiti in aree protette rispetto ad altri simili complessi e conferisce loro specifici compiti di tutela, conservazione e valorizzazione, è riconducibile alla particolare tipologia amministrativa e gestionale, improntata a criteri di organizzazione e programmazione degli interventi conservativi e migliorativi. Ciascun Sacro Monte e dotato di una serie di strumenti di pianificazione territoriale come il piano d’area, che stabilisce le regole e prevede i possibili sviluppi in campo urbanistico e infrastrutturale, il piano di assestamento forestale, mirato a ripristinare la situazione botanico-vegetazionale originaria della zona, il piano naturalistico, che tende alla stabilita e al miglioramento delle condizioni della fauna selvatica esistente. L’attuazione dei principi contenuti in questi studi pianificatori e affidata al Consiglio direttivo di ciascuna area protetta, formato dai rappresentanti della popolazione locale. In aggiunta, il progetto MAIN10ANCE propone un modello di ottimale conservazione dei beni culturali dei Sacri Monti (utile anche per gli altri beni culturali ecclesiastici e civili) che richiede l’adozione di strumenti di gestione ambientale e di certificazione ecologica dei prodotti e soluzioni innovative finalizzate a ridurre le pressioni ambientali, mirando prioritariamente al riutilizzo dei materiali originali (ad es. la pietra e il legname per i manti di copertura) e al recupero degli scarti per altre lavorazioni, quali selciati, canaline in pietra, marciapiedi perimetrali. Si prevederà l’integrazione dei materiali antichi solo nella misura strettamente necessaria tramite ricerca e recupero di materiale proveniente da tetti di edifici civili locali smantellati e rifatti, quasi a chilometro zero.

Le procedure indicate per prevenire il degrado futuro dei beni culturali interessati prenderanno a modello tecniche antiche locali, talora molto efficaci, come nel caso degli intonaci delle pareti esposte a nord, reperite attraverso lo studio dei documenti d’archivio e delle visite pastorali dei vescovi, tecniche di minor impatto di quelle moderne e che fanno uso di materiali reperibili in prossimità, ad esempio convogliando le acque meteoriche senza uso di cemento o impermeabilizzazione del suolo o restaurando gli intonaci antichi, ricorrendo a tecniche e materiali locali anche previa autorizzazione al limitato utilizzo di sabbie prelevate dai vicini corsi di acqua.

In generale l’adozione per la conservazione dei beni culturali di un modello mirato alla prevenzione di nuovo degrado ridurrà l’impiego di materiali nuovi e lo scarto di quelli vecchi, limitando consumo di risorse naturali, trasporti e conseguente inquinamento, accumulo di detriti etc. e contenendo i costi, ottemperando in pieno alle indicazioni del Rapporto Ambientale del PO di cooperazione transfrontaliera di utilizzare le risorse naturali in modo responsabile e durevole.

Il modello proposto per la conservazione del contesto ambientale dei beni culturali, a partire dalla realtà dei Sacri Monti in cui l’ambiente è parte integrante di questi particolari beni, prevede la reintroduzione di essenze locali (alberi e arbusti), di facile attecchimento e ben integrate nel paesaggio circostante.

Anche l’uso di strumenti tecnologici digitali per la valorizzazione turistica rientra fra le scelte di sostenibilità ambientale del progetto.

Infine, l’organizzazione di eventi prevedrà, ove possibile, l’adozione di soluzioni verdi, come il basso consumo di materiali e l’uso prodotti riciclabili.

Interreg

valore totale del progetto

1.782.953,41

Interreg

CHF 200.000,00

contributo pubblico fesr

€ 1.515.510,40

contributo pubblico nazionale italiano

€ 206.241,88

Università del Piemonte Orientale, Vercelli (VC)

Regione Piemonte, Torino (TO)

Ente di Gestione dei Sacri Monti, Varallo (VC)

Politecnico di Torino (TO)

Centro per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali "La Venaria Reale", Venaria (TO)

CONFARTIGIANATO IMPRESE PIEMONTE ORIENTALE, Novara (NO)

Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana, Manno (Canton Ticino)

Ufficio beni culturali, Bellinzona (Canton Ticino)

Cantone Ticino, Bellinzona (Canton Ticino)