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Sensori per il monitoraggio dei laghi

Nell’ambito del progetto SIMILE, a dicembre 2019 è iniziato nel Lago Maggiore il monitoraggio ad alta frequenza di alcune variabili limnologiche, grazie a sensori di temperatura, pH, ossigeno disciolto, conducibilità e clorofilla montati su una boa nel bacino di Pallanza.

I dati raccolti dalla boa si sono rivelati di grande utilità dal momento che, a causa dell’emergenza COVID-19, le attività di monitoraggio dei laghi svolte dalle ARPA o dagli Enti di ricerca sono state interrotte mentre i dati acquisiti attraverso sistemi da remoto, pur limitati a semplici parametri, hanno fornito indicazioni importanti su ciò che è accaduto nel lago in queste settimane.

Il periodo tra febbraio e marzo è particolarmente importante per i laghi profondi subalpini perché è il momento in cui avviene la circolazione o mescolamento lungo la colonna d’acqua, più o meno in profondità a seconda delle condizioni meteorologiche. A partire da marzo il lago inizia a risvegliarsi: in inverno l’attività biologica è infatti molto limitata mentre da marzo, in presenza di condizioni favorevoli di luce, temperatura e disponibilità di nutrienti, le alghe fitoplanctoniche iniziano il loro ciclo stagionale.

I dati raccolti dalla boa ci hanno permesso di seguire il risveglio del lago. La temperatura dell’acqua è diminuita da dicembre fino a fine febbraio quando ha raggiunto i valori minimi (7,5 °C) mentre, con il passaggio a temperature dell’aria più miti, a marzo anche il lago ha iniziato a scaldarsi. Inoltre, mentre in inverno la temperatura varia molto poco nel corso della giornata, da marzo in poi si ha un’escursione giornaliera di circa 2 °C, che ad aprile ha raggiunto 3 °C e ha portato la temperatura dell’acqua, nelle ore centrali della giornata, a 13,5-14 °C.

In alcuni giorni, a causa del forte vento, sono state rilevate brusche diminuzioni di temperatura e il lago si è quasi certamente rimescolato, perlomeno fino alla profondità di 40 metri (fondale nella zona in cui è collocata la boa). Negli stessi giorni anche altre variabili (ossigeno, pH, conducibilità) hanno mostrato brusche variazioni: pH e ossigeno, ad esempio, diminuiscono repentinamente perché l’acqua più in profondità, che ha valori più bassi di queste variabili, si rimescola con quella superficiale. In corrispondenza dell’aumento di temperatura delle acque di metà marzo e aprile, si sono rilevati incrementi di pH, ossigeno e clorofilla, indicando una ripresa dell’attività biologica nel lago.