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WP5-SVILUPPO DELL'ECCELLENZA TURISTICA DI FRONTIERA E ATTRATTIVITA'

Il WP5 costruisce un sistema d’offerta turistica qualitativamente elevata e gestita a livello manageriale che attragga da tutta Europa e dal mondo un flusso turistico stabile, oltre le sia pur valide esperienze in atto. Le ville storiche in vendita nei comuni dell’alta val d’Intelvi, la perdita di attrattività di una città prettamente turistica come Lugano, la difficoltà a mobilitare i flussi turistici dai laghi verso l’entroterra, sono elementi e dati non facilmente modificabili, data anche la concorrenza con altre realtà montane, più attrezzate in termini di servizi e infrastrutture. L’unicità del patrimonio artistico e paesaggistico valorizzato nei Wp3 e Wp4 viene reso accessibile. Viene quindi realizzato uno studio di sostenibilità socio-economica e relativo impatto sociale, ambientale ed economico del modello di proposta turistico-culturale, derivante dalla realizzazione del Museo di Kengo Kuma, un sito, attualmente gravemente degradato, di unica bellezza, sul confine Svizzero-Italiano, luogo ideale di congiunzione e ricomposizione della Storia, verso un futuro di convivenza e sviluppo. La struttura, che rappresenta di per sé un oggetto d’arte altamente attrattivo, sarà impostata come spazio per fondere in una collaborazione transfrontaliera l’arte e le capacità artigianali con la creatività artistica e il design, e ospitare laboratori di creatività, in cui i giovani possano trarre competenze, riflessioni, conoscenze, opportunità per esprimersi e lavorare. La struttura rappresenta di per sé un elemento architettonico di forte attrattività turistico-culturale a livello internazionale, un motivo di richiamo, un luogo che vive in osmosi con il bosco, con l’Arboreto, sospeso letteralmente tra il lago di Como e quello di Lugano. Al suo interno sarà predisposto un percorso multifattoriale, con la creazione di spazi polivalenti per esposizioni, mostre, sfilate. L’azione Interreg è finalizzata a impostare il piano di inserimento del Museo nel contesto socio-trasnfrontaliero, definendone la sostenibilità economica, le ricadute occupazionali di breve e lungo respiro, le interazioni con i Musei svizzeri LAC e MASI. Per conseguire questi obiettivi è stato creato un tavolo di lavoro fra: Sopraintendente Luca Rinaldi, Agenzia Regionale Sviluppo del Luganese, Scuola HEPIA di Ginevra, paesaggista Kevin Marc Low, Fondazione Hans Arp, Fondazione Gianadda, SUPSI e USI, Oliviero Toscani, Philippe Daverio, Villa Carlotta, Villa Melzi, Villa Panza, FAI, J&A Consultants, valutatore della sostenibilità economica a livello di area vasta e pianificatore per la persistenza delle attività. Il Museo dialogherà costantemente a livello globale e locale, perché la valorizzazione della cultura e delle tradizioni dei territori troveranno qui uno spazio dedicato ad accogliere i maestri che ancora preservano ed utilizzano le tecniche delle tradizione della regione transfrontaliera, intelvese e arognese nel settore dell’artigianato e nella gestione dell’ambiente e dell’agricoltura, là dove i gesti più semplici rivestono una dimensione artistica (es. maestri delle tecniche della scagliola e dello stucco, mascherai, produttori di scandole tegole in legno, curatori del bosco. Il Museo rappresenterà l’elemento aggregativo e di coordinamento delle strutture minori riqualificate sul territorio e opererà alla definizione di eventi artistici per la messa in scena della montagna da organizzare lungo la rete dei percorsi della memoria.